Tuesday, March 13, 2007

VALORI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!







Un buon whisky di puro malto. Magari non troppo invecchiato, 10 o 12 anni sono più che sufficienti affinché il whisky “cresca” e si sviluppi nelle botti; solo dopo molti bicchieri riuscirete ad apprezzare il sapore complesso, a volte salmastro, di alcuni Scotch invecchiati. Si sconsiglia di partire con un Single Malt delle Islay o con un Talisker o Oban, troppo torbati e sofisticati per il neofita, si rischia di non comprendere a pieno il gusto; meglio un più morbido e sincero whisky delle Highlands, magari della regione dello Speyside, come un Glenlivet, un Glenfiddich o un Macallan. Se invece volete costruirvi una piccola collezione potete iniziare acquistando il Classic Malt Range della United Distillers, sei Pure Malt esemplificativi di tutta la produzione scozzese: Cragganmore dello Speyside, Talisker dell’isola di Skye, Oban delle Highlands occidentali, Dalwhinnie delle Highlands, Glenkinchie delle Lowlands e il Lagavulin di Islay.
Dell’acqua fresca Il sapore del whisky cambia sostanzialmente con l’aggiunta di acqua, provatelo prima puro e poi diluito, sentirete la differenza. L’acqua deve essere possibilmente di sorgente, o comunque la più neutra che trovate e va bevuta prima, dopo, oppure assieme al whisky; l’acqua serve a rompere i legami chimici interni e liberare gli aromi imprigionati nel distillato. Si può arrivare a diluire il whisky fino ad un massimo di 1/5 di acqua.
Provate a bere un sorso di acqua fredda e tenerla sulla punta della lingua e bere di conseguenza un sorso di whisky; ciò esalta principalmente i sapori dolci e caramellati contenuti in alcuni Single e permette, soprattutto nei primi sorsi, di non rimanere “stordito” dai 40 e passa gradi di gradazione alcolica. Mi raccomando di annusare sempre prima di ogni sorsata, ciò sensibilizza il cervello a recepire gli stimoli gustativi della lingua e del palato e permette di apprezzare a pieno tutte le sfumature e i profumi del Whisky (la nostra capacità olfattiva diminuisce moltissimo a seguito dell’assuefazione: dopo qualche secondo, l’intensità percepita decade in maniera nettissima, bisogna quindi odorare in modo breve e ripetuto).
Un bicchiere a tulipano con gambo corto Da dimenticare il classico bicchiere largo “tumbler” con ghiaccio che si vede nei film americani, quel tipo di bicchiere lo potete utilizzare più per i Bourbon e i Tennessee Whiskey Americani o i Blended commerciali. Limitate anche l’uso del ghiaccio, ha la tendenza a “chiudere” gli aromi e solitamente è fatto con l’acqua del rubinetto, sciogliendosi rilascia il cloro, rovinando il lavoro di uomini e di anni.
Il vero bicchiere da scotch deve essere a tulipano, col gambo corto, della capacità di un terzo di pinta (0,189 litri) chiamato in Scozia “pony” o “drum”. Deve essere ovviamente trasparente, per poter leggere attentamente il colore del whisky (più è bruno e scuro e solitamente più è invecchiato) e le occhiate sul bordo (indice di oleosità e quindi di corposità). Alcuni intenditori tra una sorsata a l’altra coprono il bicchiere con dei vetrini o più semplicemente con pezzi di carta, il sapore del whisky cambia infatti se esposto all’aria. Se si effettuano esami comparativi di più whisky la quantità nei diversi bicchieri deve essere il più uniforme possibile; un livello più alto degli altri penalizzerà la concentrazione delle sostanze volatili, un livello più basso la faciliterà, quindi attenzione.
Del cioccolato amaro o in alternativa del formaggio “duro”La funzione del cioccolato o del formaggio, mi raccomando non troppo saporito, è quella di ripulire il palato dai sapori fuorvianti della cena o dall’assaggio di un altro whisky.

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