Friday, November 16, 2007

riflessioni sopra le anomalie dell'era moderna, cioè ieri.


Col senter







Piano piano dice colei che guida

E guarda

E parla piano

Con me

Che parlo piano

E scherzo

col socio

in gioco

mi sbaglio

e vado

piano

che qualcuno potrebbe sentire

piano

che fanno a pezzi il mio posto

nel mondo

la mia isola

il mio piccolo errore

per guadagnare qualcosa

e guadagnare fiducia

salto

opero al meglio

rispondo a tono

senza tono

in un tuono

si infrange la mia voce

per comprare

e capire

per distrarmi

e disfarmi delle voci

divento un muro

come budda

come un cane che

la fa tutta

come chi piange di gioia

e ride di noia

mi infilo sotto le coperte

lasciando fuori i piedi

sentendomi come un ex bruco

o una quasi farfalla

pronta a scoppiare

pronta a tutto

pur di cadere

1 comment:

Marco Vergani said...

Bella! Era un po' che non leggevo le tue poesiole... ma non dovevi iniziare a scrivere in prosa?