
gas!
musica matteo, musica.
dice matteo che un giorno questo mondo farà acqua da tutte le parti.
dice che l’universo ci tiene sospesi a fatica, il sole pesa troppo, prima o poi affonda.
dice mamma che la pasta dei tortelli, questa volta, è venuta bene.
cazzo, matteo sta vomitando in bagno pezzi di cibo, insalata, brasato, intestini, idee.
-mamma, no, lascia stare, ora passa…-
scende a vedere cosa è successo.
nel senso che si è sentita una tremenda esplosione, le finestre hanno tremato, qualcuna addirittura si è crepata.
cosa è successo?
una casa è saltata in aria, la facciata è collassata, si vedono le camere da letto degli appartamenti sfondati.
deve esserci almeno un morto.
matteo sputa per terra e tossisce chiede -cosa è successo?!?!-
matteo cade a terra spinto da un pompiere, matteo si lamenta in silenzio, si scrolla i vestiti, si guarda le mani sporche.
c’è un uomo che piange, straziato, con il viso solcato dalle lacrime.
c’è carta ovunque e polvere, un cane che corre annusando l’aria, sconvolto dai lampeggianti delle forze dell’ordine, si gira e rigira impazzito.
c’è un sacco di sangue ovunque.
delle piante spezzate, schiacciate, piene del bianco dell’intonaco frantumato, dei rami grossi adagiati male sui parabrezza delle macchine.
matteo non pensa a niente in quel momento.
ed eccola arrivare.
dal fondo della strada, a piedi, come se fosse spuntata lì a mo’ di fungo.
lei, la giornalista di studio aperto, proprio lei, non una sosia, non una collega qualunque, lei.
matteo leni è bloccato dallo schifo e dal nulla che in quei momenti stringe lo stomaco.
poi prende la decisone più importante della sua inutile vita.
si gira verso il portone di casa sua e comincia a correre.
è spaventato a morte dalla giornalista, gli viene da vomitare (ancora) per il disgusto, gli gira la testa.
respirando male arriva nel suo appartamento e ci si barrica dentro, corre in camera e si ferma con gli occhi fuori dalle orbite, sudato.
apre la bocca simulando un urlo, si tocca i capelli, il viso, con le mani sporche, sudate e tremanti.
si mette in ginocchio con la testa pigiata sul materasso.
resta così per circa un minuto poi lo fa.
apre l’armadio ed estrae il suo fucile.
corre verso il balcone ridendo.
esce e sente ancora la puzza di bruciato, del gas fuoriuscito, del cemento frantumato.
si guarda attorno e la vede lì, subito pronta, con la telecamera a riprenderla, che indica tesa, nervosa, seria, la scena del disastro e i morti, i feriti, le ambulanze, i testimoni oculari, quelli non oculari.
lui imbraccia il fucile mirando con cura.
e spara, diritto in testa, e lei splash!, uno schifo di sangue sulla telecamera.
non contento matteo leni continua a sparare sul corpo morto della giornalista, continua e continua e non si ferma, anzi punta e centra il cameraman.
lo crivella per bene e passa alla telecamera, la fa a pezzi.
poi quelli lì a riprendere col telefonino, con le videocamere amatoriali.
poi da sotto cominciano a rispondere al fuoco.
un proiettile colpisce il balcone e puff! una nuvoletta di cemento in polvere si solleva.
e due e tre volte ancora.
matteo si butta a terra, ricaricando il fucile.
sotto è tutto un cazzo di disastro, gente impazzita, urla, si strappa i capelli, salta di qua e di là.
immaginate prima un palazzo che cade, poi un pazzo che spara dal balcone.
arrivano a tutto gas le auto dei carabinieri, della polizia, dei vigili.
ed ecco ancora che crash! un auto dei carabinieri, fuori controllo, ad una velocità impressionante, piomba sulle auto ferme nell’ingorgo.
vi lascio immaginare il botto e la macchina che prende il volo e si rovescia nell’aria e cade su un gruppetto di persone travolgendole come birilli.
poi si trascina per qualche metro e si ferma.
e matteo come se niente fosse riprende la posizione di tiro e dai e dai alla macchina rovesciata dei carabinieri che colpisce il serbatoio e boom! tutto salta in aria, prima una macchina poi due, poi con una fiammata, il gas, presente in grande quantità nell’aria, si accende ed esplode bruciando l’aria e le persone e le cose attorno.
ed il calore travolge matteo vicini, ed il rinculo dell’esplosione lo lancia contro le finestre, rompendole definitivamente.
mentre cade, gli sfugge di mano il fucile e parte un colpo verso il cielo.
solo che in cielo era giunto un elicottero della polizia per abbattere il cecchino di nome matteo leni.
il pilota viene colpito alla gola dal proiettile vagante.
quindi comincia a zizzagare, e andando e andando si schianta contro un alto edificio da poco costruito.
e scoppia un incendio.
ed i pompieri sono bloccati.
e, se le cose posso andare male, non sempre lo fanno, non sempre.
e la gente urla e la gente segue le notizie in tv.
e la gente muore.

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