Droga/ L'esperto di droghe dell'Asl milanese Riccardo Gatti ad Affari: il nuovo drogato? Una persona normale. Come i pusher
Mercoledí 11.07.2007 17:30
Il dottor Riccardo Gatti
Riccardo Gatti, medico psichiatra e responsabile del Dipartimento dipendenze patologiche della ASL città di Milano, commenta con Affari il rapporto al Parlamento sulle tossicodipendenze. E traccia un quadro nuovo: la vendita degli stupefacenti "ormai è quella della grande distribuzione e il target è quello della popolazione italiana, più ambiti delimitati come sottoculture particolari". Lo scopo? "Vendere più droga a tutti come un doping della vita quotidiana, qualcosa che entra nelle tue abitudini di vita, e questo ormai in modi diversi". Uno di questi è "produrre confezioni con dosaggi compatibili con la normale vita quotidiana, come il quinto di grammo della cocaina. O proponendo dell'eroina - che a mio parere sta ritornando - con basso principio attivo fumbabile, apparentemente maneggiabile come altre sostanze".
Chi consuma droga oggi? "Una persona normale", risponde il dottore, che continua: "E' il suo vicino di casa, compagno di scuola, la persona che incontra quando va a lavorare e non è più una specie di zombie. Una volta chi si drogava era definibile, perché apparteneva a certi ambienti di elite, oppure alla devianza e l'emarginazione, oggi è gente normale. Non solo chi la consuma, ma anche chi la spaccia". Perché i pusher di oggi sono gente che "in qualche modo si inserisce nel mercato per comprare l'auto nuova, integrare lo stipendio o fare business. La cosa interessante - sottolinea Gatti - è che il mercato funziona così, coinvolgendo il più ampio numero di possibili spacciatori, purché vendano. L'importante è che lei vada a comprare dal taxista, piuttosto che dal compagno di scuola o collega d'ufficio, senza aver più bisogno di andare dallo spacciatore classico".
Quale ruolo per Sert e comunità di recupero, allora? Per Gatti "non possiamo più ragionare in termini di adeguatezza del Sert o della comunità di recupero, ma in sens più ampio: la rete di offerta che mettiamo a disposizione per affrontare questo problema, di che cosa ha bisogno per funzionare meglio? Magari alcune risposte potrebbero essere le comunità e i Sert, un po' aggiornati, oppure qualcosa di nuovo che adesso non esiste", conclude.
Dottore, qual è il suo primo commento ai dati del Rapporto?
"Ho letto le notizie di agenzia ma non il rapporto per intero, però da quel che ho visto sembra essere confermato un aumento dei consumatori e della vicinanza, nel caso della droga, alla popolazione italiana. Che è quel che noi abbiamo già previsto con il nostro osservatorio previsionale Prevolab che disegna l'evoluzione della diffusione delle sostanze stupefacenti. Secondo me è una diffusione figlia delle nuove modalità di mercato delle droghe nel nostro Paese".
In che senso?
"Praticamente la tecnologia di vendita ormai è quella della grande distribuzione e il target è quello della popolazione italiana, più ambiti delimitati come sottoculture particolari. Lo scopo: vendere più droga a tutti come un doping della vita quotidiana, qualcosa che entra nelle tue abitudini di vita, e questo ormai in modi diversi. Uno di questi è produrre confezioni con dosaggi compatibili con la normale vita quotidiana, come il quinto di grammo della cocaina. O proponendo dell'eroina - che a mio parere sta ritornando - con basso principio attivo fumbabile, apparentemente maneggiabile come altre sostanze".
Secondo lei, l'emergenza reale dov'è?
"Non è un'emergenza. Il problema reale è che in questo momento vediamo un mercato in continua espansione. E che quindi coinvolgerà sempre più persone, che faranno cose normali in stato di alterazione da stupefacenti con tutte le conseguenze del caso. E' chiaro che se lei lo vede come un concetto astratto, non la tocca: ma se pensa che quello in stato di alterazione mentale è il chirurgo la opererà domattina, o investe i suoi soldi, o guida il camion dietro di lei, o ha un'arma in mano e deve provvedere alla sua sicurezza, allora il problema diventa più concreto...".
Certo...
"Per cui questa cosa è secondo me il reale problema. Non si tratta di un'emergenza, ma di una situazione che si è creata in una decina d'anni, in una situazione generale che vede ormai il mercato definire i consumi. Per cui, nel momento in cui c'è da vendere determinate sostanze, le si vendono e la gente pensa di fare dei consumi consapevoli. Ma dall'altra parte esiste un livello organizzativo che permette di produrre marketing capace di spingere i consumi".
(Segue: oggi chi consuma droga non è uno zombie. E' una persona normalissima...)
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3 comments:
evili sei un fottuto drogato!!!!
Notizia dell'ultima ora: gli omosessuali gioiscono, perché arriva il Cus. Viva Cus.
http://www.agi.it/ultime-notizie-page/200707121235-pol-rom1065-art.html
viva il Cus!!!
ma sto stronzo di Gatti non è quel fottuto bastardo che ha fatto a pezzi i suoi zii?!!!..e che cascio parla allora??!..ha tredisci anni!!!
7eo
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